|
|
A pochi metri dalla chiesa di Santa Croce sull'omonima piazza, s'innalza il santuario di San Leopoldo.
La struttura edilizia è moderna, la chiesa fu costruita negli anni 1945-48 dopo il bombardamento del 1944 che la distrusse.
La celletta confessionale di padre Leopoldo restò intatta, come egli aveva predetto poco prima della morte.
L'attuale chiesa, dedicata alla "Trasfigurazione di Gesù" fu costruita su progetto degli architetti Giovanni
Morassutti e Stanislao Ceschi (1946).
Il Santuario di San Leopoldo a Padova è costituito dalla chiesa conventuale dei Cappuccini e dagli ambiti
annessi, dalla celletta-confessionale del santo, della cappella in cui sono conservate le spoglie mortali del santo, e da alcune
sale con reliquie, ricordi ed ex voto. C'è pure, un piccolo negozio di oggetti religiosi, riguardanti il santo, con
libri che parlano di lui (biografie e brevi studi).
Annessi, gli uffici e la redazione di Portavoce di San Leopoldo Mandic, rivista mensile di cultura religiosa
che sostiene e diffonde la devozione al Santo.
Sul piazzale č stato collocato un monumento dedicato a San Leopoldo. L'opera
č stata inaugurata in occasione del XX anniversario della canonizzazione del
santo il 12 ottobre 2003.
Cappella e tomba del Santo
S.
Leopoldo, morto il 30 luglio 1942, venne sepolto, il 2 agosto successivo,
nel cimitero maggiore di Padova, in un loculo della cappella del
clero. La sua tomba era sempre ornata di fiori freschi e visitata da molte
persone. Iniziato il processo di beatificazione, si pensò di trasportare
la salma del servo di Dio accanto alla sua celletta-confessionale, cosa
che fu compiuta il 19 settembre 1963. Da quella data, la salma incorrotta
del santo riposa in un'urna posta in una parete della cappella costruita
appositamente e recentemente rinnovata. Sulla parete, accanto alla tomba,
una nicchia custodisce la reliquia della mano destra del santo, rivestita
di una resina sintetica per favorirne la conservazione. E' un perenne ricordo
delle innumerevoli volte in cui quella mano si è alzata sui penitenti
d'ogni classe sociale e d'ogni età per impartire il perdono dei peccati.
La cappella è luogo di raccoglimento e di preghiera, in cui si può
cogliere la vicinanza di Dio, aiutati dall'intercessione del suo grande
innamorato S. Leopoldo. Recentemente è stato costruito un suggestivo
portico, su progetto dell'architetto F. Angelo Polesello dei frati minori,
che si snoda intorno alla cappella del Santo.
All'esterno
del muro perimetrale della cappella è collocato il sarcofago che
custodisce le spoglie di S Leopoldo, realizzato dal cappuccino P. Ugolino
d Belluno e dal suo aiutante Silvio Alessandri. L'artista ha scelto il mosaico
con l'intento di mettere in evidenza, senza altri elementi decorativi, il
sepolcro, sul quale è scritto: "S. Leopoldo Mandic - 1866-1942".
Celletta confessionale
Uscendo
dalla cappella dalla porta centrale, ci si trova all'esterno della cellettaconfessionale.
Una lapide sul muro ricorda il bombardamento del 14 maggio 1944, dalle cui
distruzioni fu prodigiosamente preservata. L'ingresso al confessionale rimane
angusto, com'era ai tempi del santo. La poltroncina e l'inginocchiatoio
sono uguali agli originali. Su un leggio, il grande libro delle invocazioni
e dei ringraziamenti. La celletta è una vera reliquia del santo e
della misericordia di Dio, luogo santificato dal suo amore, dalla sua preghiera,
dalle innumerevoli confessioni da lui santamente amministrate.
S. Leopoldo Mandic amò le anime, donando ad esse tutta la vita. Per
loro rimase per più di trent'anni in quella celletta dalle dieci alle dodici
ore giornaliere, senza prendersi giorni di riposo o di svago. Egli è
stato uno straordinario ministro del perdono e della grazia. Una piccola
folla si assiepava quotidianamente davanti alla porticina del suo confessionale
ed aspettava anche per ore, per ascoltare da lui la parola del perdono,
fiduciosa d'avere un consiglio illuminato, un indirizzo sicuro per la vita,
un conforto negli affanni quotidiani.
Ancor oggi, migliaia di fedeli continuano un colloquio ideale con padre
Leopoldo, scrivendo in un grosso volume, collocato in un angolo della celletta.
Si tratta di invocazioni d'ogni genere e di ripetuti e calorosi ringraziamenti.
Prima sala
La
sala 1 è abbastanza grande ed è un piccolo crocevia. Offre
il primo forte impatto con la presenza di S. Leopoldo. Sulla destra una
grande e bella statua in legno del Santo, scolpita da un artigiano della
Val Gardena, accoglie amabilmente i visitatori. Sulla parete opposta vi
sono due grandi "ritratti" a olio del santo, mentre sulla parete
sinistra sono state collocate tre grandi formelle raffiguranti i tre miracoli
riconosciuti per la beatificazione e per la canonizzazione.
Seconda sala
La
sala 2, più piccola, è stata adibita ad esposizione di alcuni
tra i più belli e significativi ex voto per grazie ricevute per intercessione
di S. Leopoldo, disposti artisticamente in alcune belle vetrine.Sono quadretti,
tavolette dipinte, cuori d'argento, riproduzioni di braccia, di gambe e
di altre parti anatomiche, esposti su richiesta come segno di gratitudine.
Parte di questi doni sono stati costruiti dai devoti stessi, su dei pannelli
con la fotografia dell'offerente e con un ritaglio di giornale, che narra
l'accaduto, oppure con un referto medico e un cuore d'argento, che si presenta
fiammeggiante, ad indicare l'ardore della devozione. E' l'oggetto votivo
più rappresentato, molto significativo. Il cuore è in lamine
d'argento scoperte oppure racchiuse in apposite teche ovali protette da
vetro. Le riproduzioni delle parti anatomiche sono in lamina sbalzata di
metallo argentato. una delle più antiche espressioni di gratitudine
e risale addirittura all'antichità precristiana. Questi doni offerti
a S. Leopoldo sono la testimonianza della pubblica gratitudine al Santo,
una testimonianza che di continuo alimenta la devozione e la confidenza.
Conclusa la sua vita terrena, S. Leopoldo ha continuato a vivere nel cuore
di quanti l'hanno amato, ammirato e invocato. La fiducia e la confidenza
della gente sono cresciute sempre più. Ogni anno, innumerevoli fedeli
giungono in pellegrinaggio al suo santuario per pregare presso la sua tomba
e ricevere conforto, speranza, serenità e amore.
Terza
sala
Anche
la sala 3 č stata adibita ad esposizione di ex voto. Sulla sinistra, un
busto in bronzo di S. Leopoldo; sulla destra una porta immette nel chiostro
della tomba.
Quarta sala
La
sala 4, è per eccellenza, la sala dei pellegrini, qui sono raccolti
per presentare loro la figura e la spiritualitā di S. Leopoldo. La sala
č impreziosita da molte reliquie: alcuni indumenti, tra cui la veste, i
paramenti, il messale e i vasi sacri usati per la celebrazione della s.
Messa e alcune suppellettili personali. Alle pareti alcuni quadri del pittore
Sentieri raffigurano episodi della vita del santo e la sua consacrazione
per l'unitā delle Chiese cristiane.
"Corridoio delle reliquie"
In
fondo al corridoio c'è la ricostruzione della cellettaconfessionale,
con l'arredo originale utilizzato dal Santo e con alcuni oggetti da lui
usati (libri, occhiali, bastone, ecc.).
Chiostro della tomba
La
costruzione del chiostro della tomba venne compiuta nel 1991 per consentire
ai pellegrini di toccare la tomba anche all'esterno della cappella e per
costruire alcuni confessionali adatti.
La
vista dei pellegrini è allietata da un bel giardino, fiorito durante
la bella stagione, sul fondo del quale risalta una statua del santo, con
fontana.
Santuario
La
chiesa, gravemente danneggiata nel 1944, fu ricostruita e ampliata nel 1946-47.
Notevole l'altare dell'Immacolata, sul quale S. Leopoldo celebrava tutti
i giorni la Messa. Durante il bombardamento del 1944, la statua della Vergine
rimase intatta, dietro il vetro, intatto, che la proteggeva!
Aula delle confessioni
L'aula
delle confessioni è stata ricavata demolendo i precedenti confessionali
e sfruttando il porticato costruito attorno alla tomba. I confessionali,
di concezione moderna, consentono sia la discrezione per il penitente
che la possibilità d'un comodo colloquio.
Sacrestia
Giardini e chiostri
Toilettes
Negozio souvenier e ufficio abbonamenti
[torna
su]
|